Il panorama dell’edilizia italiana si appresta a vivere la trasformazione più profonda degli ultimi dieci anni. Con la pubblicazione del D.M. 28 ottobre 2025 (noto come il “nuovo Decreto Requisiti Minimi”), l’Italia recepisce le ambiziose direttive europee EPBD IV (“Case Green”), tracciando la rotta verso la decarbonizzazione totale del patrimonio immobiliare.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, entrerà pienamente in vigore il 3 giugno 2026.
- Regime transitorio: Per i progetti il cui titolo abilitativo (permesso di costruire, SCIA, CILA) viene richiesto prima di tale data, continueranno ad applicarsi le regole del DM 2015.
- Varianti: Attenzione alle modifiche progettuali presentate dopo il 3 giugno 2026; se incidono sulla prestazione energetica, dovranno rispettare i nuovi, più severi requisiti.
Dallo standard nZEB al target ZEB
Il cuore pulsante della riforma è il passaggio dal concetto di edificio a energia quasi zero (nZEB) al nuovo standard ZEB (Zero Emission Buildings). Un edificio a emissioni zero non deve solo consumare poco, ma non deve produrre alcuna emissione di carbonio da combustibili fossili in loco. Questo segna la fine definitiva dell’era delle caldaie a gas, il cui incentivo è già terminato il 1° gennaio 2025, con l’obiettivo di una dismissione totale entro il 2040.
Cosa cambia tecnicamente: Ponti Termici e Simulazione Oraria
La progettazione energetica diventa un processo di estrema precisione. Le principali novità tecniche includono:
- Addio ai calcoli forfettari: Scompare la maggiorazione percentuale per i ponti termici. Il nuovo decreto impone un calcolo analitico (secondo la norma UNI EN ISO 10211) per ogni nodo critico dell’edificio.
- Simulazione energetica oraria: Si passa dal metodo mensile medio a una valutazione dinamica oraria (ISO 52000), indispensabile per gestire correttamente i picchi di calore e prevenire il surriscaldamento estivo.
- Ventilazione Meccanica Controllata (VMC): La VMC con recupero di calore diventa un requisito praticamente obbligatorio per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti, al fine di garantire la qualità dell’aria in edifici sempre più isolati e “stagni”.
Impianti, Automazione e Mobilità Elettrica
L’edificio del 2026 è un organismo intelligente e interconnesso:
- BACS obbligatori: Per gli edifici non residenziali con impianti termici superiori a 290 kW, è obbligatoria l’installazione di sistemi di automazione e controllo di Classe B.
- Fotovoltaico potenziato: I requisiti minimi di potenza installata salgono a 50 W/m² per il residenziale e 100 W/m² per il non residenziale.
- Ricarica Veicoli Elettrici: Scattano nuovi obblighi per la predisposizione di canalizzazioni e l’installazione di punti di ricarica in edifici nuovi o soggetti a ristrutturazioni importanti con più di 10 posti auto.
Il Nuovo APE 2026: La “Carta d’Identità” dell’Immobile
Parallelamente al decreto, dal 29 maggio 2026 debutterà il nuovo sistema europeo di classificazione energetica.
- Nuova scala A-G: Si abbandona la suddivisione A1-A4 per una scala unica europea dalla A (riservata agli edifici ZEB) alla G (gli immobili con le peggiori prestazioni).
- Rischio declassamento: Poiché la nuova scala si basa sulla distribuzione reale del patrimonio nazionale, alcuni immobili potrebbero essere riclassificati in una classe inferiore pur senza aver subito modifiche fisiche.
- Validità: Gli APE già emessi restano validi per 10 anni, salvo interventi che modifichino le prestazioni dell’edificio.
Conclusioni
Il Decreto Requisiti Minimi 2025 non è un semplice aggiornamento tecnico, ma un pilastro della strategia nazionale per il clima. Per i proprietari, l’efficienza energetica non sarà più solo una scelta etica o un modo per risparmiare in bolletta, ma il principale fattore di tutela del valore di mercato del proprio immobile